Cosa resta della Dottrina Sociale di Papa Francesco?
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Cosa resta della Dottrina Sociale di Papa Francesco?

Nel tempo della lode unanime e dell’adulazione diffusa che accompagna la morte di Papa Francesco, pare necessario – senza cedere né alla freddezza, né alla retorica – distinguere con chiarezza il rispetto dovuto alla persona e al ruolo petrino da un’analisi onesta dei limiti e delle conseguenze del suo operato sulla Chiesa e sul popolo dei battezzati.

Da analisti economici e sociali abituati a valutare l’impatto di ogni Governance, non possiamo confondere il rispetto per la persona e per l’ufficio che ha incarnato con un giudizio sospeso su ciò che il pontificato di Francesco ha significato per la Chiesa. Ogni stagione – anche la più innovativa – richiede un bilancio: non per condannare né per assolvere, ma per comprendere, apprendere, correggere…

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I dazi al cospetto della Dottrina Sociale
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I dazi al cospetto della Dottrina Sociale

Cari amici della rubrica “300 denari”, tra i temi più caldi di queste ultime settimane, v’è certamente quello dell’introduzione da parte del Presidente Trump dei c.d. “dazi universali” (pari al 10%) su tutte le merci importate negli Statuti Uniti e, per quelle provenienti da alcuni paesi, ulteriori dazi fino al 104% (vedi Cina). Si tratta di una iniziativa di politica-economica dai confini assai incerti: annunciati il 2 aprile scorso (definito come “Liberation day”) e sospesi per 90 giorni pochi giorni dopo (il 9 aprile)…

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Ventotene 2/2
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Ventotene 2/2

Cari amici della rubrica 300 denari, riceviamo e riproponiamo volentieri una pregevole replica di Giovanni Formicola (già ospitato più volte su Messa in Latino) al precedente post di Roberto, Ventotene. L’Europa che ci ‘rende liberi’, pubblicato lo scorso giovedì e che ha aperto un dibattito interessante tra i nostri lettori.

La posizione più (filosoficamente) “contro-rivoluzionaria” di Formicola sostiene che i padri fondatori dell’Unione Europea, pur essendo formalmente cattolici, fossero in realtà promotori di un progetto politico intrinsecamente rivoluzionario. La deriva laicista odierna non sarebbe quindi un tradimento della loro visione - tesi sostenuta da Roberto - quanto piuttosto, la sua naturale conseguenza. La loro azione avrebbe infatti favorito un processo di ‘normalizzazione’ e laicizzazione dei popoli che, senza il loro ‘collaborazionismo’ (fintamente) cattolico, non sarebbe stato possibile…

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